Il logo di Nike rappresenta davvero il sudore?

Gli appassionati del mondo del marketing imparano che ogni colore è legato a un’emozione ancora prima di studiarlo in qualche libro, ma per quanto riguarda le forme invece? Può una forma a livello cognitivo darci una percezione piuttosto che un’altra? Ve lo diciamo noi, SI.

LA PSICOLOGIA DELLE FORME

Le forme sono un altro potente mezzo di comunicazione visiva che stimola nuovi significati nella percezione dello spazio. C’è addirittura una materia che approfondisce questo concetto, la psicologia delle forme, ed è la scienza che studia l’influenza delle figure, geometriche e non, nelle persone.
Come possiamo utilizzare quindi le forme in modo strategico, persuasorio, evocativo ed emozionale?
Imparando che ogni linea, ogni punto e ogni forma, ha una storia, un senso e soprattutto un significato.

Ecco delle guide base sulle forme più generiche, ma ricordiamoci che nonostante gli studi e le analisi compiute, la mente di ogni persona è diversa e con essa anche a volte la percezione della realtà:

  • Il cerchio, tende a proiettare un messaggio emotivo positivo. L’utilizzo di un cerchio in un logo può trasmettere un senso di comunità, amicizia, amore, pensate per esempio agli anelli.
  • Quadrati e triangoli indicano stabilità in termini più pratici e possono essere utilizzati anche per trasmettere “equilibrio”. Spesso i triangoli hanno anche una buona associazione con il potere, la scienza, la religione e la legge.
  • Per quanto riguarda le linee, il nostro subconscio associa le linee verticali con la mascolinità, la forza e l’aggressività, mentre le linee orizzontali indicano comunità, la tranquillità e la calma.

Queste sono solo alcune delle forme di cui potremmo parlare, soffermiamoci ora invece sull’utilizzo delle forme per creare il logo di un brand. Se provate a guardarvi attorno noterete numerosi marchi che pongono sempre più attenzione alla loro brand identity.

COME USANO LE FORME I BRAND?

Facciamo qualche esempio, pensiamo per esempio al logo di Audi, celebre casa automobilistica di fascia alta che nel suo logo ha riunito le quattro “anime” che si sono legate per dar vita ad Audi per come la conosciamo oggi: Wanderer, Audi, DKW ed Horch.

I marchi sono rappresentati sotto forma di quattro anelli uniti e incatenati tra loro a formare un continuum, inconsciamente questo intreccio di cerchi che ricorda anche un pò l’infinito, oltre all’eleganza emana sicurezza e continuità.

Oppure pensiamo al logo di Amazon, dove una semplice freccia che va dalla A alla Z indica che nel suo e-commerce puoi trovare qualsiasi cosa.

Un ultimo esempio ben riuscito è Airbnb, ci avete mai fatto caso?

Dal nostro punto di vista è stata un’ottima combo di personalità e creatività, un logo che rappresenta al 100% la piattaforma.Un mix di simboli e forme che trasmette i valori del brand, il cuore rovesciato per esempio simboleggia il luogo piacevole, il sentirsi a casa. L’intreccio del cuore crea il classico simbolo dell’icona della mappa, ormai entrato nell’immaginario collettivo come simbolo di “luogo”. Infine il complessivo di queste intersezioni forma una A, iniziale del brand.

AFFIDATI A DEI PROFESSIONISTI

La scelta della giusta forma geometrica per il tuo logo aziendale dipende quindi dalla tua brand identity, dal messaggio che vuoi comunicare e dai valori che vuoi trasmettere. Nella scelta del logo potete affidarvi a noi, essendo professionisti porremo quindi molta attenzione alla psicologia delle forme, al loro impatto emotivo e valuteremo con estrema attenzione l’equilibrio visivo, l’armonia e l’effetto complessivo che desiderate ottenere.

Anche noi nel nostro lavoro abbiamo capito l’importanza che hanno le forme nella comunicazione e questi sono alcuni dei loghi progettati da noi:

Studio Rizzo si occupa di progettazione e ristrutturazione edilizia – soprattutto privata – consulenza edilizia, stime e perizie, consulenza per tribunali, successioni, rilevamenti topografici e catastali, sicurezza nei cantieri di lavoro e direzione lavori. La proposta del logo si è costruita all’interno di una griglia aurea (quadrato e cerchio) per garantire una distribuzione equilibrata dello spazio su cui si muovono tutti gli elementi grafici.

Definiamo monogramma, perché i due segni che definiscono l’elemento iconografico descrivono, in modo inequivocabile, prima la lettera “R” – iniziale di Rizzo – poi la lettera “G” – iniziale di Geometra e Giovanni.

La sua forma grafica inscritta in un cerchio, sinonimo di estetica, è sorretta da una forma quadrata, sinonimo di struttura, e quindi di progetto, ecco la sintesi di progettare confini e spazi vivibili. Il risultato grafico che ne deriva è un sistema di linee geometriche che, nel descrivere il monogramma vero e proprio “intersecando” due lettere, lascia degli spazi aperti che vogliono rappresentare l’evoluzione e lo sviluppo di un progetto.
Ecco un secondo progetto creato da noi:

Questa proposta esprime principalmente alcuni concetti importanti emersi durante il brief, più precisamente il risultato grafico del pittogramma vuole riassumere il concetto di dualità.

Dualità intesa come sinergia, collaborazione, due parti che agiscono attorno ad un unico aspetto, la persona e tutto ciò che essa rappresenta.

Il soggetto è stilizzato in quel segno grafico che riassume la colonna vertebrale disegnatain modo eretto come espressione di linearità, di equilibrio, ed è dritta grazie all’azione di quei due elementi dinamici e simmetrici che la affiancano. Due segni grafici che intendono rappresentare l’azione di due esperienze, di due competenze ma, allo stesso tempo anche di due momenti, di due stati, insomma di un percorso di trasformazione positiva (farfalla).

A raccogliere l’aspetto vitale e di ciò che AURA vuole rappresentare troviamo un elemento circolare che, oltre a rappresentare la globalità, l’armonia, la protezione è una delle forme auree per eccellenza e quindi sinonimo di equilibrio e perfezione.

L’elemento tipografico (nome) che sostiene il pittogramma è caratterizzato da un tratto che disegna ogni singola lettera in un raccordo virtuoso in perfetto equilibrio tra linee e curve tali da renderlo morbido e “accogliente” descrivendo un risultato grafico elegante e sobrio, moderno e dinamico, personale e bilanciato.

 

E comunque no, il simbolo della Nike non rappresenta nessuna goccia… alcuni ci vedono la forma del “movimento”, altri lo riconducono all’ala della dea greca Nike, come detto precedentemente la percezione è soggettiva…e voi invece che interpretazione gli date?